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Leclerc era talmente felice nel corso del suo ultimo vittorioso giro in Bahrain che si è anche tolto  lo sfizio di fare uno scherzetto atroce al team. Che ha fatto balzare il cuore in gola alla squadra quando meno se l’aspettavano. a questa è una curiosità che vi racconto più avanti nell’articolo. Qui voglio spiegarvi perché al di là della sorpresa, la vittoria della Ferrari e di Leclerc è stata così importante. E quali sono le componenti che l’hanno generata.  

Il GP Bahrain ci restituisce un vero campione dal talento cristallino. Un campione che sembra smarrito, perso. Però la vittoria di Leclerc in Bahrain non è il frutto di un’impresa singola ma c’è anche un gioco di squadra superbo. Pilota, vettura e squadra. Tre aspetti ugualmente importanti in chiave mondiale 2022. Tutti e tre hanno marciato in perfetta sincronia. Tre aspetti da capire con attenzione perché nessuno ha la prevalenza sull’altro, ma come in un gigantesco puzzle si intersecano alla perfezione.

Noi abbiamo sotto gli occhi la guida formidabile di Charles, l’abbiamo visto tenere testa a Verstappen e rispondergli colpo su colpo umiliando Max nella sua stessa specialità: il sorpasso in staccata ruota a ruota. Leclerc ha saputo far vedere quello di cui è capace quando ha un’auto competitiva all’altezza del suo piede destro. Questa vittoria non è soltanto utile per il morale della squadra e dei tifosi, ma anche per quello del pilota monegasco. Che dopo aver perso la sfida interna contro Sainz l’anno scorso pareva smarrito, demotivato, insicuro. Sembrava avesse perso le sue certezze di corridore. Invece questa vittoria clamorosa ci fa ritrovare un Leclerc veloce, aggressivo, però nello stesso tempo misurato. Un pilota più maturo e meno impulsivo. Meno propenso all’errore. Non ne ha fatto praticamente uno in tre giorni. Salvo un paio di testa coda nelle prove libere, in momenti non importanti.

@Scuderia Ferrari Press Office

Il Leclerc che attacca e obbliga Verstappen a togliere il piede all’ingresso della curva 4 è stato sublime. Mi ha fatto rivivere il Leclerc dell’estate 2019, quello che si permetteva di tenere testa ad Hamilton a Monza e costringerlo a mettere le ruote fuori pista per la frustrazione di non riuscire a superarlo. È un pilota ritrovato che se manterrà questa attitudine e questo buon feeling con la SF-75 potrà compiere imprese incredibili.

Poi c’è il fattore-auto. La Ferrari SF-75 è davvero nata bene. È veloce quanto la Red Bull, è superiore alla Mercedes e soprattutto pare facile da guidare e portare al limite. Almeno per Leclerc. È di sicuro la F1 meno problematica fra tutte quelle 2022. Charles la sa portare al limite con una facilità disarmante, pare riuscire a farci quello che vuole. È stato l’unico in qualifica a percorrere la curva 6 in discesa in pieno. Nemmeno Verstappen ce la faceva. I punti di forza di quwesta monoposto sono l’inserimento in curva nelle curve lente da media-bassa velocità (fino a 130/140 km/h) e l’eccellente trazione. La Ferrari pare imbattibile nelle ripartenze dalle curve lente e dai tornantini grazie alla prepotente accelerazione che garantisce il nuovo motore 066/7. La trazione è spesso stata un punto d’eccellenza delle Rosse in passato, purtroppo spesso si sposava con una tendenza a degradare eccessivamente le gomme. Stavolta non sembra così perché Leclerc non ha incontrato difficoltà a gestire sia l’usura che i degrado degli pneumatici. Comunque non più di quelle che ha avuto Verstappen e sensibilmente meno rispetto a Hamilton.

foto: Scuderia Ferrari Press Office

Il motore è un altro elemento chiave della superiorità della Ferrari. Il gap di potenza di 30 cavalli dai Mercedes e Honda che c’era l’anno scorso è stato recuperato completamente. Lecleec non ha siglato le velocità più elevate in gara soltanto perché era sempre davanti, non si è mai trovato in scia a un avversario né ha mai potuto sfruttare l’effetto del Drs sul rettifilo principale, che è quello dove c’era il rilevamento della velocità massima. Infatti allo speed trap è stato cronometrato ultimo con 302,4 km/h contro i 327,6 km/h di Verstappen. Ma in prova, dove si viaggiava uno alla volta senza effetto scia, aveva l’11° tempo in 316 km/h a 6 km/h dalla Red Bull.

L’altra grande superiorità mostrata dalla Ferrari – e passata un po’ in secondo piano – è stata il lavoro di squadra. Il team Rosso è stato semplicemente maiuscolo nelle scelte tattiche e nel lavoro ai box. Da quest’anno non c’era più l’obbligo di partire con le gomme usate in Q2: i team erano liberi di impiegare le coperture che preferivano. Rosse, gialle, bianche.

foto:Scuderia Ferrari Press Office

La scelta determinante della Ferrari è stata quella di far scattare Leclerc con l’unico treno disponibile di gomme soft nuove. La sqaudra, grazie ai giri veloci con cui si era qualificata subito in Q2, era riuscita a conservare per i due piloti un preziosissimo set di coperture a mescola morbida nuove di zecca. Così aveva fatto Verstappen, mentre Mercedes le aveva consumate tutte in qualifica.

Il dubbio a quel punto era se giocarsele al via oppure dopo il primo pit stop. Ferrari ha preferito montarle a Leclerc in partenza per sfruttare il massimo grip nei primi giri e farlo avvantaggiare a pista libera su Verstappen che invece aveva scelto di scattare con gomme usate. Ma la condizione necessaria era che Leclerc riuscisse a partire in testa: fosse stato superato da Verstappen al via, avrebbe vanificato il vantaggio delle gomme nuove. Partito bene, con quelle gomme Leclerc è riuscito ad conquistare un leggero margine sull’olandese arrivando al primo pit stop con 3”7 di vantaggio, cosa che gli ha permesso di annullare il rischio di undercut.

Se avesse messo al via le soft usate, come Sainz che se le è conservate per il secondo stint, avrebbe quasi di sicuro subìto il sorpasso da Verstappen al cambio gomme. E allora la vittoria si sarebbe fatta molto più difficile.

foto: Scuderia Ferrari Press Office

Ma ancora più determinante è stato il lavoro del team al pit stop. I ferraristi sono stati i più veloci nei vari cambi gomme con un record di 2”4 nella sosta di Sainz (33° giro) e di 2”5 (31° giro) di Leclerc. La Red Bull, che pure l’anno scorso era il team più rapido al cambio gomme stabilendo un record sotto i 2”, in Bahrain non ha mai fatto meglio di 2”9. A questa prestazione record dei suoi meccanici Leclerc deve parte della vittoria perché in entrambi i pit stop ha guadagnato decimi preziosi sull’olandese nella fase di sostituzione gomme.

Ma quello che pochi sanno è che Leclerc era talmente felice del trionfo che stava maturando che nell’ultimo giro di gara si è pure permesso di fare uno scherzo atroce ai suoi ingegneri al box. Mentre affrontava il primo settore, nell’ultimo passaggio, ha gridato via radio: “Sento qualcosa di strano nel motore!”. Non era vero, ma ha gettato l’allarme nei box. Era una battuta in riferimento a un identico messaggio che aveva pronunciato due anni prima, quando davvero aveva accusato un problema al motore nel finale di corsa. Stavolta lui era tranquillo, ma il box tutt’altro. solo alla fine del giro si è aperto in radio e ha detto ai suoi uomini: “Ragazzi, era uno scherzo!”. E Binotto gli ha gridato per tutta risposta: “Non farlo mai più!”.

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