SHARE

È stata una mossa giusta per la Ferrari sacrificare Vettel per puntare nel futuro tutto su Leclerc? Per qualche verso sì, per altri – secondo me – così facendo il Cavallino si espone a qualche grosso rischio.

L’annuncio-choc di martedì 13 maggio era nell’aria. Ormai si era capito che aver proposto uno solo anno di contratto a Seb era stata una maniera elegante per farsi dire di no da Seb senza scaricarlo platealmente. Un modo “furbetto” per chiudere un contratto costoso con un pilota che la Ferrari non voleva più tenere perché non credeva più in lui. Col senno di poi possiamo renderci conto che le frasi frasi buoniste dello scorso febbraio tipo: “Seb è la nostra prima scelta….”, oppure “Parleremo con lui prima di chiunque altro proponendogli il rinnovo….” erano soltanto fumo negli occhi per preparare la separazione (consensuale).

La verità è che il rapporto Ferrari-Vettel era già finito da tempo. Almeno dalla scorsa estate, quando Maranello aveva capito che Leclerc aveva un potenziale ed una velocità superiore al tedesco, se ben imbrigliata e gestita. Così improvvisamente Vettel era diventato “scomodo”. Perché non collimava più coi piani Ferrari. Il Cavallino si è reso da tempo che non è in grado di gestire due piloti di punta alla pari. Ma sopratutto questa scelta è diventata anacronistica. Avere due “numeri uno” in squadra non paga più nella F1 di oggi. Tutti i team di punta corrono con una sola punta e un gregario: fa così la Mercedes, fa così la Red Bull dove c’è una sola prima guida ben definita e ruoli gerarchici precisi.

Ferrari fino a metà dell’anno scorso credeva fosse Vettel la prima guida, poi l’esplosione di Leclerc ha posto un problema. Così Vettel è diventato di colpo scomodo e ingombrante. Come utilizzarlo? Anche ammesso di privilegiare Leclerc per puntare al campionato, non puoi certo far fare di colpo il gregario a un 4 volte campione del mondo che fino a ieri hai pagato 30 milioni di euro l’anno e trattavi come il reuccio di Maranello. Non puoi trasformarlo all’improvviso in un Bottas e metterlo al servizio del ragazzino di 22 anni. Perciò occorreva sacrificare Vettel.

Maranello si è resa conto che gli sarebbe servito un altro tipo di pilota in squadra da affiancare a Leclerc: non il blasonato campione esperto ma in parabola discendente bensì un vero numero due. Un gregario vero e proprio. Per questo l’identikit perfetto del futuro ferrarista 2021 coincide di più con quello di Carlos Sainz jr che con quello di Ricciardo. Con l’australiano, che si sente ed è davvero un top driver, sorgerebbero gli stessi problemi di rivalità che ci sono stati l’anno scorso fra Vettel e Leclerc. Dispettucci, ostruzioni, magari scontri come in Brasile. No. A Maranello serve un pilota diverso dall’ambizioso Ricciardo. Un “secondo” che non dovrà infastidire Leclerc. Un pilota veloce ma nello stesso tempo regolare, un “passista”. Un identikit che calza a pennello a Sainz jr. Che è uno capace di portare punti pesanti alla squadra in ottica campionato Costruttori (guardate cosa ha fatto in McLaren) mentre Leclerc là davanti andrà a lottare con Verstappen e Hamilton per il titolo Piloti.

Da questo punto di vista la mossa Ferrari di scaricare Vettel è cinica, spietata ma perfetta. Sono i tempi che però non mi convincono. Perché farlo adesso? Perché a campionato ancora da iniziare (pur se durerà solo cinque mesi?). Così facendo la Ferrari si è messa in una situazione difficile per il 2020: quella di rinunciare a puntare al mondiale. Ora che Vettel è stato scaricato, il Cavallino non potrà certo chiedere al tedesco di aiutare Leclerc a lottare per il mondiale. Al contrario, Vettel ferito nell’orgoglio vorrà dimostrare a tutto il mondo che è ancora veloce e che merita un posto in F1. Altro che aiutare Leclerc! Si farà i fatti suoi e semmai praticherà un ostruzionismo serrato verso Charles.

E qui mi viene una riflessione: siccome un mondiale F1 non si vince da soli – a meno che non ti chiami Senna – ma con l’aiuto del compagno di squadra che si sacrifica per fare ostruzionismo e fa perdere punti preziosi agli avversari (persino Hamilton ha avuto bisogno dell’aiutino di Bottas) ecco che la Ferrari si è giocata, prima ancora di iniziare il campionato, molte chanches per puntare al titolo 2020. Pazienza. Probabilmente a Maranello lo mettono già in conto. Insomma, meglio la gallina domani che un uovo oggi. Ma il proverbio non dice l’esatto contrario?

SCRIVI UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here